Il progetto

Temar è un progetto di ricerca collaborativo, finalizzato alla ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di un servizio innovativo per il monitoraggio e la mitigazione del rischio naturale idrico, nello specifico del rischio di inquinamento delle acque di balneazione, di potenziale interesse per un vasto impiego. Esso si basa sulla capacità dei satelliti di telerilevamento ottico di rilevare caratteristiche biochimiche e fisiche delle acque di balneazione su ampie superfici e di validarle mediante misurazioni in-situ effettuate con droni acquatici.


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La timeline

Fase iniziale

Le analisi biochimiche e fisiche effettuate su campioni di acqua prelevata nelle aree interessate dalle chiazze non hanno mai consentito di stabilire una relazione diretta con la presenza di scarichi naturali (foci di fiumi) o artificiali (condotte fognarie sottomarine) di reflui, né una determinazione precisa degli inquinanti, né tantomeno una interpretazione univoca delle cause e della dinamica dei fenomeni.

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Fase intermedia

Un efficace contributo alla sua soluzione è dato dal monitoraggio costante dei fenomeni, basato sul campionamento delle acque interessate dai fenomeni e le successive analisi dei campioni in laboratorio. Questa soluzione di per sé è poco efficiente, dal momento che questo tipo di attività di monitoraggio richiedono un ingente impiego di uomini e mezzi sul campo.

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Fase finale

Nella fase finale del progetto si andrà a stabilire una correlazione tra i fenomeni osservati dal satellite ed i dati emersi dai prelievi effettuati mediante drone acquatico. L’impiego del drone si rende necessario in quanto le concentrazioni stimate dai satelliti sono relative ad un’area minima (generalmente dell’ordine del Kmq) che è quasi sempre superiore all’estensione dei fenomeni oggetto di indagine (generalmente dell’ordine di poche decine o centinaia di mq).

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